mercoledì 6 luglio 2011

tossicodipendenze,Alcolisti


Il servizio per le tossicodipendenze (Ser.T.)

Il Ser.T. si occupa di qualsiasi persona che si dichiari tossicodipendente sia da sostanze stupefacenti illegali che da alcool. Non è assolutamente necessario avere una residenza o essere già in cura presso un Ser.T. Se lei fa uso di sostanze stupefacenti o di alcol, lo dichiari al medico quando farà la prima visita, o appena ne avrà occasione, e varrà segnalato al Ser.T. Se lei è già in terapia con un Ser.T. lo dichiari e le verrà garantita la continuità della terapia in atto. Se non è mai stato ad un Ser.T., dopo un rapido esame, verrà adottata terapia più idonea alle sue necessità. Se necessita di contattare il Ser.T. può anche fare domanda al medico del presidio interno.

Cosa può chiedere al Ser.T.?

Contatti con il Ser.T. che la seguiva in libertà, o in un altro istituto;
Definizione di un programma definito idoneo per un’alternativa alla carcerazione;
Contatti con comunità terapeutiche e cooperative di lavoro;
Inserimento in gruppi di trattamento terapeutico;
Valutazioni ed eventuale sostegno psicologico.

L’Associazione Club Alcolisti in Trattamento (A.C.A.T.)

È un’Associazione di volontariato che opera in carcere dal 1992, con l’attivazione di Club degli alcolisti in trattamento (ACAT) all’interno dell’istituto. Gli ACAT lavorano secondo l’approccio ecologico - sociale (metodo Hudolin) ed aiutano la persona ad affrontare i problemi legati all’uso di alcol attraverso il confronto e la condivisione, in un contesto di gruppo, dove si esprime solidarietà ed amicizia. Il raggiungimento dell’astinenza permette di lavorare sul cambiamento dello stile di vita e di affrontare in termini progettuali il proprio futuro. In ogni ACAT è presente un servitore-insegnante. Gli incontri avvengono una volta alla settimana, per una durata di un’ora e mezza.

Per partecipare all'ACAT basta richiederlo attraverso la "domandina", dopodiché verrà fatto un colloquio di valutazione della richiesta che verranno date le indicazioni successive. Chi ritiene di avere problemi legati all’uso di bevande alcoliche e di volerli affrontare, può parlarne con i volontari o gli educatori, o ancora con il proprio psicologo e da tutti potrà ricevere le informazioni necessarie. È possibile comunque richiedere informazioni ad Aldo Agus.

Le scuole, Servizio Sociale


Le scuole, 

Nell’Istituto vengono organizzati corsi scolastici e di formazione professionale, ma anche diverse attività culturali e sportive. Sono parte importante del "percorso" che gli operatori osservano, quindi se è ammesso a parteciparvi si impegni correttamente.

Queste attività possono anche agevolarla, se lei è straniero, nell’imparare meglio la lingua italiana, e le faranno apprendere informazioni e tecniche che le saranno molto utili quando tornerà libero: dall’uso dei computers, a competenze professionali di diverso tipo. Se porta a buon fine i corsi potrà conseguire attestati o diplomi scolastici e stabilire rapporti con operatori esterni, tutte opportunità che le renderanno più facile trovare un lavoro fuori dal carcere.

Per chiedere di essere iscritto ai corsi ed alle altre attività è sufficiente una domandina, ma tenga presente che verrà fatta una selezione (i posti disponibili, di solito, sono inferiori alle richieste) e che potrebbe anche rimanere escluso. Partecipare ai corsi e alle attività aiuta a vincere la monotonia della carcerazione, permette di conoscere gente nuova e di imparare cose utili. Attento quindi agli avvisi, che trova sulla porta della saletta: quando riguardano un’attività che le interessa faccia la domandina, scrivendo: "chiedo di partecipare al corso di..."

Il Centro di Servizio Sociale per Adulti (C.S.S.A.)

È un ufficio dell’Amministrazione penitenziaria, costituito da assistenti sociali, da un direttore di servizio sociale, da personale amministrativo di polizia penitenziaria. I compiti di tale servizio riguardano sia attività all’interno degli Istituti penitenziari che sul territorio. Il C.S.S.A., infatti, svolge sia per i detenuti che per le persone sottoposte a misura alternativa alla detenzione, un ruolo di collegamento, di tramite e di stimolo nei contatti con l’ambiente sociale (famigliare, lavorativo, dei servizi) di riferimento.

La "domandina"


La "domandina"

La domandina è un modulo che le serve per chiedere alla direzione:

colloquio con il Direttore;
colloquio con il Comandante;
colloquio con il responsabile dell’Ufficio Comando;
colloquio con il responsabile dell’Ufficio Matricola (se ha problemi giuridici);
colloquio con il Direttore dell’Area Pedagogica;
colloquio con gli assistenti sociali del C.S.S.A. (se ha qualche problema all’esterno);
colloquio con gli operatori del Ser.T. (se è tossicodipendente);
colloquio con lo psicologo;
colloquio con il cappellano;
colloquio con gli assistenti volontari autorizzati;
l’acquisto di prodotti non compresi nell’elenco della spesa (Mod. 72);
un sussidio, se si trova senza soldi (consiste in prodotti per la pulizia, francobolli, etc.);
libri in prestito dalla biblioteca;
cambiamento di cella o di sezione;
ammissione a corsi scolastici e altre attività;
altro… (specifichi bene i motivi, scrivendo anche sul retro, se lo spazio non è sufficiente).

I moduli delle domandine può chiederli all’Agente in servizio nella sezione. Oltre alle domandine, sono disponibili altri moduli, con i quali può chiedere:
di effettuare le telefonate con i familiari e conviventi;
i benefici previsti dall’Ordinamento Penitenziario.

Tranne le domandine, che vanno imbucate nella cassetta della posta, tutte le richieste vanno presentate all’Ufficio Matricola: per andare alla matricola deve prenotarsi, dando il suo cognome all’Agente della sezione. Se vuole comunicare al Direttore, o al Comandante, delle esigenze o dei problemi particolari, può farlo inviandogli una lettera in busta chiusa (che non va affrancata).

La spesa



La spesa

In matricola le hanno ritirato il denaro: presto le verrà consegnato un "libretto" di conto corrente, sul quale è scritta la somma di cui dispone e che verrà aggiornato con tutti i successivi carichi e scarichi. Il denaro lo può ricevere tramite vaglia postale o deposito in portineria. È vietato ricevere soldi tramite la corrispondenza.

Oltre ai tre pasti, che le vengono forniti dall’
Amministrazione, può acquistare altri generi alimentari e cucinarli (purché siano di facile cottura) con un fornello a gas, tipo camping, anch’esso in vendita al sopravvitto. I detenuti di religione islamica possono chiedere, con apposita domandina, di avere il "vitto musulmano".

Può acquistare tutti i prodotti (alimentari, detersivi, cartoleria, sigarette, etc.) che sono specificati sulla lista presente in ogni sezione. Se vuole altri prodotti, non compresi in questa lista, può chiederne l’acquisto tramite domandina, che solo in presenza di particolari motivi può essere autorizzata.
Può spendere, al massimo, 424 Euro al mese (106 Euro la settimana), per comperare tutti i prodotti inseriti nell’elenco della spesa, quelli tramite "domandina", per spedire telegrammi ed effettuare telefonate.

I colloqui, le telefonate e la posta


I colloqui, le telefonate e la posta

Le spettano sei colloqui visivi al mese, della durata di un’ora ciascuno, con familiari o conviventi. In casi particolari (per i quali deve specificare i motivi, in un’apposita richiesta da rivolgere al Direttore) i colloqui "possono" essere consentiti anche con altre persone. I colloqui possono durare anche più di un’ora: se non fa colloquio spesso, o se i suoi parenti vengono da lontano, può chiedere di riunire più ore, previste nel mese, in un solo colloquio.
Finché è imputato, l’autorizzazione ai colloqui viene concessa dal magistrato che procede; dopo il processo di primo grado, viene concessa dal Direttore.

Una volta alla settimana può essere autorizzato a telefonare a familiari e conviventi, sempre dopo aver ottenuto la necessaria autorizzazione, che va chiesta:

al magistrato che sta procedendo nei suoi confronti, fino alla sentenza di primo grado;
al Magistrato di Sorveglianza, dopo la sentenza di primo grado e finché non sarà definitivo;
al Direttore dell’Istituto, quando è definitivo.

(La domanda va sempre presentata alla direzione dell’Istituto, che nel caso la trasmetterà a chi di competenza).
Anche se proviene da un altro carcere, dal quale già telefonava ai familiari, deve chiedere l’autorizzazione ad effettuare le telefonate in questo Istituto e dovrà attendere alcuni giorni, prima di ottenerla. Una volta ottenuta l’autorizzazione, può chiedere con una domandina di fare la telefonata, specificando il giorno e l’ora in cui vorrebbe effettuarla. Indichi nella domandina anche quale lingua utilizzerà durante la telefonata, se si tratta di lingua diversa dall’italiano.

I condannati per i reati previsti dal primo periodo del primo comma dell’art. 4bis O.P., hanno diritto solamente a quattro colloqui e a due telefonate ogni mese. In questi casi, se ha necessità di avere dei colloqui in più, può chiedere al Direttore dell’Istituto di concederglieli, specificando bene i motivi della sua richiesta (ad esempio per favorire il mantenimento dei rapporti con la famiglia).

Può ricevere, al massimo, quattro pacchi al mese, portati dalle persone ammesse ai colloqui o ricevuti per posta, contenenti generi alimentari, vestiario e lenzuola personali, per un peso complessivo di 20 Kg. Tenga presente che ogni plico postale, contenente qualsiasi oggetto (diverso dal materiale didattico), le verrà contato come pacco.

Può ricevere libri (non con copertina rigida), riviste e altro materiale didattico anche in eccesso al peso previsto. Abiti e scarpe imbottiti potrebbero non esserle consegnati, perché di difficile controllo, o perché non consentiti.

Può inoltrare e ricevere posta, senza limitazioni. Sulle lettere deve sempre scrivere il suo nome e cognome. Il Magistrato può sottoporre la corrispondenza a censura; in questo caso, sarà avvertito preventivamente e le lettere, in arrivo e in partenza, porteranno il visto della censura. (Se è sottoposto a censura, imbuchi la busta senza incollarla).

Il personale dell’Istituto


Il personale dell’Istituto

Si rivolga agli Agenti (e agli altri operatori penitenziari) usando il "lei"; loro sono tenuti a rispondere nello stesso modo ed a chiamarla con il suo cognome. Per regolamento non può conoscere i nomi del personale di Polizia Penitenziaria, quindi lo chiami con il grado che ha:

Agente (spallina senza gradi, o con una singola freccia rossa);
Assistente (spallina con due, o tre, frecce rosse);
Sovrintendente (spallina con una, o più, barre argentate);
Ispettore (spallina con uno, o più, pentagoni argentati);
Comandante (spallina con una barra e due pentagoni argentati).

Oltre al personale di Polizia Penitenziaria, nell’Istituto sono presenti altri operatori:

il Direttore;
Vicedirettori;
Funzionari dell’Area Pedagogica
lo Psicologo;
lo Psichiatra;
l’Assistente sociale;
gli Operatori del Ser.T.;
l’Assistente volontario;
gli Insegnanti;
il Cappellano;
il Dirigente sanitario;
i Medici.
Può chiedere di avere un colloquio con loro rivolgendo richiesta scritta (domandina) alla Direzione. L’Ordinamento Penitenziario le garantisce anche la possibilità di entrare in contatto con il Magistrato di Sorveglianza e con il Provveditore Regionale agli Istituti di Pena: può chiedere di essere sentito personalmente da loro, oppure può inviargli domande e reclami scritti. Se non ha il necessario per scrivere, l’Amministrazione è tenuta a fornirglielo. Può inviare anche una lettera in busta chiusa: sulla busta scriva in modo chiaro a chi la manda e, sul retro, il suo nome.
Le istanze per il trasferimento in un altro carcere devono essere rivolte, per il tramite dell’istituto:
al Provveditore Regionale agli Istituti di Pena, quando chiede di essere trasferito in un carcere dello stesso distretto (il Triveneto, trovandovi a Padova);
al Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, quando chiede il trasferimento in un carcere fuori dal distretto.

NORME DI COMPORTAMENTO



Le norme di comportamento

La vita carceraria è regolata da una legge denominata Ordinamento Penitenziario. L’ordine e la disciplina sono condizioni per realizzare il trattamento rieducativo, quindi il carcere è un luogo dove ci sono regole precise: conoscerle e rispettarle serve anche a non peggiorare la sua situazione. L’Ordinamento Penitenziario prevede che lei:

osservi le norme che regolano la vita dell’Istituto;
osservi le disposizioni impartite dal personale;
abbia un comportamento rispettoso nei confronti di tutti.




Tutte le infrazioni del regolamento comportano una sanzione, che può essere:
il richiamo (è la sanzione più leggera);
l’ammonizione;
l’esclusione dalle attività ricreative e sportive fino a un massimo di 10 giorni (non si può andare nella saletta, né si può partecipare alle attività ricreative; a scuola, però, si può andare);
l’isolamento durante la permanenza all’aria aperta, per non più di dieci giorni;
l’esclusione dalle attività in comune fino a un massimo di quindici giorni (è la sanzione più grave: si resta isolati in cella; si può uscire soltanto per un’ora d’aria e per la doccia, da soli, e non è possibile effettuare acquisti al sopravvitto, se non per materiali di corrispondenza).

Un comportamento scorretto, inoltre, può farle perdere lo sconto di pena previsto per la buona condotta (si chiama liberazione anticipata ed è di 45 giorni per ogni semestre).
Quindi, per non avere conseguenze spiacevoli, eviti i comportamenti non consentiti, che sono quelli indicati nel 




Regolamento di Esecuzione:
  1. negligenza nella pulizia e nell’ordine della persona o della camera;
  2. abbandono ingiustificato del posto assegnato;
  3. volontario inadempimento di obblighi lavorativi;
  4. atteggiamenti e comportamenti molesti nei confronti della comunità;
  5. giochi o altre attività non consentite dal regolamento interno;
  6. simulazione di malattia;
  7. traffico di beni di cui è consentito il possesso;
  8. possesso o traffico di oggetti non consentiti o di denaro;
  9. comunicazioni fraudolente con l’esterno o all’interno nei casi indicati nei numeri 2) e 3) del primo comma dell’articolo 33 della legge;
  10. atti osceni o contrari alla pubblica decenza (il carcere, cella compresa, è "luogo pubblico": i rapporti sessuali non sono consentiti);
  11. intimidazione di compagni o sopraffazioni nei confronti dei medesimi;
  12. falsificazione di documenti provenienti dall’Amministrazione affidati alla custodia del detenuto o dell’internato;
  13. appropriazione o danneggiamento di beni dell’Amministrazione;
  14. possesso o traffico di strumenti atti ad offendere;
  15. atteggiamento offensivo nei confronti degli operatori penitenziari o di altre persone che accedono nell’istituto per ragioni del loro ufficio o per visita;
  16. inosservanza di ordini o prescrizioni o ingiustificato ritardo nell’esecuzione di essi;
  17. ritardi ingiustificati nel rientro previsti dagli articoli 30, 30-ter, 51, 52 e 53 della legge;
  18. partecipazione a disordini o a sommosse;
  19. promozione di disordini o di sommosse;
  20. evasione;
  21. fatti previsti dalla legge come reato, commessi in danno di compagni, di operatori penitenziario di visitatori.